Alice in Borderland

Qualche giorno fa, in un eccesso di nullafacenza cronica e in un momento di nonvoglia lavorativa, mi sono messo a guardare Alice in Borderland, una nuova serie su Netflix uscita a dicembre e che si presentava come il survival game della vita.

Almeno a detta di Lucagrax89, della sua consorte, e di molti altri amici sparsi qua e la.

Come sai, i distopici sono quell’elemento narrativo che mi sa prendere senza che nemmeno me ne accorga, e quindi mi sono ritrovato a partecipare a questo survival game di Netflix senza nemmeno batter ciglio.

Se non la conosci, Alice in Borderland è quella serie presa dal manga giapponese (今際の国のアリス Imawa no kuni no arisu) uscito diversi anni fa, ed ora rifatto su Netflix e che ti farà tuffare in una Tokyo distorta, dove da un momento all’altro quasi tutta la popolazione è sparita, salvo alcuni ragazzi che dovranno partecipare a dei giochi mortali per poter sopravvivere in questo incubo.

Li per li, la storia mi aveva già convinto, seppur dopo aver letto e visto diverse storie simili, avevo la paura di inciampare in qualcosa di già visto. Eppure non è stato cosi, o meglio, non del tutto.

I giochi ai quali i ragazzi parteciperanno sono ben strutturati e molto intuitivi, e le puntate sono fatte in maniera magistrale per tenere incollato allo schermo anche lo spettatore meno attento.
Tuttavia, la risoluzione di alcuni l’ho trovata abbastanza banale, ma questo penso sia dovuto al mio essere abituato a leggere questo tipo di racconti.

Il gioco finale e quello dell’autobus, tra tutti, sono stati quelli di cui ho capito la soluzione nel minor tempo (o praticamente subito come nell’autobus..), ma c’è una cosa che per tutte le puntate mi ha tenuto incollato allo schermo con uno stratagemma banale, la presunta imprevedibilità della serie.

Avviene un evento in particolare, nella terza puntata, che mi ha fatto saltare dalla sedie per l’entusiasmo di aver trovato finalmente un distopico fuori dalle righe e diverso dal solito. Entusiasmo che si è via via perso nell’arrivare all’ultimo episodio, ma penso che si debba premiare questa scelta registica.

In conclusione, penso di volervi suggerire Alice in Borderland, soprattutto se vi piacciono i survival game tendenti all’horror, ma senza eccessivo sangue od eccessiva violenza, almeno a mio avviso.

Se l’hai già visto, fammi sapere cosa ne pensi, sono molto curioso!

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. The Butcher ha detto:

    Una serie che sembra davvero molto interessante e che in molti consigliano. Anche nel tuo articolo trovo pensieri molto simili a quelli di altre persone.

    Piace a 1 persona

    1. Mattia "Tumpai" Lugli ha detto:

      ti consiglio di darle una possibilità! E’ anche abbastanza corta quindi non prende nemmeno troppo tempo!

      "Mi piace"

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